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Lavando piatti

Riflessioni dovute alla noia e al fastidio durante il lavaggio di piatti:


Che rottura lavare i piatti. Dio, che rottura. Lavarli. Uff.
Non si potrebbe lavarli solo da un lato?
Ecco, se noi non fossimo in grado di percepire la terza dimensione sarebbe bellissimo.
Percepiremmo solo cose piatte. Laveremmo i piatti in un secondo! niente profondità, un solo lato di qualsiasi cosa.
Fighissimo!
Inconvenienti? umm..
Ecco, la rottura sarebbe che dall'altro lato si sporcherebbero a dismisura e farebbero schifissimo.
Perchè noi solo non la percepiamo, anche se la terza dimensione c'è.
Oddio, farebbe così schifo che ci prenderemmo milioni di malattie! e senza nemmeno riuscire a capire da dove diavolo arrivano!!


Umm..


Quindi magari esistono altre dimensioni che noi non percepiamo e da cui arrivano milioni di malattie o altre cose che ci prendiamo e non riusciamo a capire da dove vengano?

Seconda serata

In un certo senso, sono contento che nessuno legga qui.
Posso dire quello che magari nessuno ha voglia di ascoltare.

Come per esempio, ci sono dei film bellissimi che vanno in giro per il mondo in seconda serata.
E ogni volta, io mi chiedo perchè;
E ogni volta, mi rispondo che alla gente ormai piace la merda televisiva, come i reality e le cagate.

Quand'ero piccolo io,fino a qualche annetto fa, i film in tv andavano in onda alle 20.
Poi, è cominciata l'era delle 20.30: tutto andava in onda alle 20.30, proprio tutto, alle 20.30 c'era la concentrazione mondiale di trasmissioni televisive; se avessero potuto, avrebbero mandato in onda pure vizi privati e "le auto della settimana" a quell'ora.

Ora, se vuoi vedere un reality delle balle (manco un film), devi mettere sul canale verso le 21.10, e se hai culo verso le 21.20 inizi a vedere qualcosa, salvo essere stoppato dieci minuti più tardi.

Si capisce perchè finito l'abbonamento TV non lo rinnoverò.

Comunque, fino a fine luglio sono a posto, e ho visto un film in millesima serata che si chiama Elizabethtown. 
Mio dio, ma è bellissimo.
A partire dagli attori: Orlando Bloom e Kirsten Dunst. E Kirsten è sempre stata la mia seconda ragazza, quando ne avevo una prima.


Poi la storia, il coinvolgimento, perfino la musica è veramente carina; a parte i primi 20 minuti un pò tristi, si capisce dove il regista mira: ed è veramente una trama carina.


E vedendolo, la mia mente sfodera commenti sempre più assurdi ogni volta.


Un'auto che tiene i limiti in autostrada.
Ma chi l'ha mai vista, qui, un'auto tenere i limiti in autostrada.
Eppure, la percentuale di incidenti stradali è la stessa, anzi si ammazzano un pò di più in america.
Giungo quindi alla conclusione che il trucco non sono i limiti, ma il raziocinio di una persona che sa quando può sfondare i limiti senza problemi e quando deve farsi furbo senza bisogno che glie lo dicano.
In america hanno bisogno che qualcuno lo dica alla gente.


Mi chiedo com'è possibile, com'è stato possibile che nel Paese delle Libertà, l'uomo sia riuscito a limitarsi così tanto, più del vecchio mondo.
Bisogna proprio essere un pò ottusi.


Per fortuna il film mi rapisce dalle mie riflessioni.


Mi chiedo se storie così accadano ancora, con internet e balle varie.
Mi chiedo anche se, nonostante tutti i miei errori, mi meriti ancora, anch'io, una ragazza dal cappellino rosso.


Errori, stupidate, clamorose figuracce ne ho fatte a tonnellate.
Fallimenti. 
La vita è piena di fallimenti, alternati dai successi. A partire da quando proviamo a tirare la pallina di carta nel cestino-canestro, passando per la scuola e le verifiche, attraversando il campo di grano sconfinato dei rapporti umani e facendo una visitina alla collina delle relazioni.
Fallimenti ne hai a secchiate,nella vita: secondo me, semplicemente chi è considerato un "vincente", ha soltanto fatto un colpo che è abbastanza grande da non far ricordare tutti i normali fallimenti di quella persona alla gente.


E c'è kirsten che quasi a leggermi nel pensiero, dice che la vera vittoria è la libertà di fallire, e riprendersi senza problemi.


E maledizione se ha ragione. Ha dannatamente ragione.


Quindi anche io, dannazione, anche io me la merito, la mia Ragazza col Cappellino Rosso.




E sto aspettando che mi mostri il suo piano alternativo.








If I leave here tomorrow
Would you still remember me?
For I must be travelling on, now,
'Cause there's too many places I've got to see.

Pensieri Avatarici

Era già da un pò che volevo scrivere, poi per una cosa o per l'altra ho rinunciato.
Stasera volevo andare a dormire, ed invece sono qui a scrivere.
Misteri della psiche umana.
Comunque, sono andato per la seconda volta a vedere AVATAR al cinema, 3D.
Tutte le volte che lo vedo ci penso.
C'è chi rimane sconvolto dai paesaggi,chi dalla grafica, chi dalla storia,chi dice che è una storia già vista e chi dice che sono tutte storie.
Quello che colpisce me è un'altra cosa.

Tutte le volte che immaginiamo degli alieni che vengono ad invaderci, hanno delle robe fatte di solo metallo,arredate di solo metallo e solo funzionali. Niente orpelli,niente di niente.
Quando ci invadono, noi difendiamo la terra perchè è bella, perchè è verde, perchè abbiamo il senso dell'arte e abbiamo delle emozioni. E le cose che ci circondano ci provocano emozioni.

Noi gli artisti, loro i funzionali.

In Avatar, quello che è la realtà di oggi è più presente.
Tutto ciò che l'uomo ha costruito sul pianeta è funzionale: niente piantine, niente disegni di bambini appesi, niente di niente.
Quando si muovono, usano elicotteri, mech (gli omoni metallici), aerei, ruspe.
Tutto metallico. Nessun disegnino. Nessun orpello.
E quelli invece hanno la terra verde, hanno i luoghi sacri, hanno le emozioni.

Il punto è che siamo noi quelli senza sentimenti. Ed il punto è che quelli siamo noi adesso.
Facciamo tanto i bravi ragazzi guardando le scene, ma quanti di noi accarezzano mai una pianta? quanti di noi toccano la terra per la sensazione tra le mani e l'odore che emana?
Quanti di noi hanno mai sentito l'unione di un intero gruppo, totalmente in sintonia,senza che nemmeno uno sia fuori fase o ci stia antipatico.

Quasi nessuno.
Solo per fare un esempio: ho vissuto 10 mesi a Torino. Le uniche volte che ho potuto toccare con le mani la terra è stato quando davo l'acqua ai vasi. Perchè ci badavo.
Il resto, cemento e metallo. Le aiuole, sì, nessuno le ha mai toccate. Nè erba nè terra.

Il punto.
Il punto è che per un attimo, per un solo, singolo attimo, una visione leggera e fugace mi ha accarezzato la mente.

Un panorama di metallo.

Che è come noi pensiamo il nostro futuro, alla fine.
Quanti di noi hanno pensato agli uomini tra cinquecento anni come case belle costruite in mezzo al verde ed in pace con la natura?

Solo metallo.
E noi siamo anche felici, siamo contenti perchè stiamo bene.

Ormai ho il tarlo del dubbio.

Non è che, nel tentativo di vivere bene, ci siamo completamente dimenticati di vivere?

Lo spillo sul tavolo

E' la stessa sensazione di quando c'è uno spillo sul tavolo e devi prenderlo: più ci provi e più ti sfugge.

Non lo so, è dall'altro giorno che non ho altro tra le maglie della mia mente che uno spillo su un tavolo.

Sei piccolino, e siccome la vita è bella dura, i grandi non sono così pazzi da lanciarti allo sbaraglio.
Però non è facile lo stesso: è come quando sei seduto sulla panca metallica di un camion militare con il casco in testa e altri tuoi compagni di fianco e di fronte a te: tutti hanno paura,perchè appena il camion si aprirà dietro bisognerà abbassarsi il casco, correre e sparare e pregare; tutti non hanno paura, perchè si è in tanti e che cavolo, mica deve proprio toccare a me.
E poi sei stato addestrato. Sai cosa devi fare.
In teoria.
























Poi il camion si spalanca,il sole ti acceca e tu devi chiudere gli occhi urlare e correre fuori. E il resto non c'è più.
E quando sei fuori ti accorgi che l'addestramento non è servito a nulla, è tutto diverso.

Così i grandi ti radunano in gruppetti di 20-25, ti mettono tutti insieme in una stanza enorme e ti preparano, ma anche se in quella stanza enorme ci passi un quarto della tua vita quando esci non sei mai pronto.

E le carte si mescolano, quelli bravi nella stanza diventano scarsi, quelli scarsi sono i migliori perchè sanno improvvisare di più, qualcun altro riesce a fare in tempo a costruirsi un'altra stanza per non dover affrontare tutta quella roba nuova tutta insieme,e poi non ne esce più.

E il bello è che quando esci sei felice.
Poi dopo qualche anno ti rendi conto.

Il ragazzino biondo che tanto piaceva alle ragazze ora è quasi calvo; quel tipo che voleva menare tutti ed era bravissimo a calcio ora è zoppo e fa il muratore ed è tranquillissimo perchè ha trovato qualcuno che l'ha menato ancora di più, e quando lo guardi negli occhi ti accorgi dal velo grigio che quel qualcuno è la sua vita, e che l'ha piegato senza troppi problemi; la ragazza che hai sempre pensato essere quella della tua vita,dopo anni la rivedi e ti dice che tra sei mesi si sposa. E tu sei contento, perchè ti accorgi che la vita con lei sarebbe stata un inferno e che avresti sbagliato tutto.

Quella un pò meno carina ha direttamente già un figlio, lo scemo della classe ha preso il lavoro del padre e ha un sacco di soldi anche se rimane scemo, quello che faceva un casso nella vita ora fa l'architetto e quello bravissimo a suonare ha preso tutti i suoi sogni, li ha messi in un cassetto e ha buttato la chiave; si è iscritto ad economia e ora vive come può.

E quello che più consideravi normale fra tutti, quello che lo guardi e dici "questo almeno è più o meno come me, nè il peggiore nè il migliore, ha imparato a nuotare e stare a galla e se la gode a fare il morto quando c'è il sole"...
beh ti telefonano e ti dicono che è morto davvero.
Così, senza un motivo, senza specificare come nè dove, nessuno dice niente, semplicemente basta, la sua avventura è finita.

E tu ti guardi intorno cercando il tuo gruppo di 20-25 elementi, il tuo piccolo battaglione, e ti accorgi che sei rimasto da solo, quelli ancora vivi sono feriti e urlano di dolore a terra con la sabbia nella carne e vedi qualcuno lontano vestito come te ma non capisci se è solo di un altro battaglione o è del tuo, ma è troppo lontano e anche chiamandolo non può sentirti.

E guardi davanti.




E ci sono ancora chilometri di terra da conquistare, e tu sei da solo, sei all'inizio e il battaglione è già esaurito, e tanti saluti all'addestramento, degli altri e tuo.

Si arriva al fondo, e d'ora in avanti è improvvisazione.
E mica puoi tornare indietro a chiedere istruzioni, mica ce l'hai una radio, hai te stesso, un casco, la tuta mimetica e un coltellino.
Ci sei tu.

Se trattieni il fiato ed ascolti puoi sentire solo l'alito acre del vento, adesso, intriso di sangue e paura.

Silenzio.


E allora fai quello che hai sempre saputo fare benissimo.

Il ritmo è scandito dai battiti assordanti del tuo cuore.



Ti abbassi il casco ed esci fuori correndo e urlando.

Riflessioni Vacue

Seguono qui sotto vacue riflessioni estrapolate dal mio cervello alle 3.15 di stanotte dopo intensa giornata per torino,uscita con amico, e sessione di unreal tournament 3 dall'1 alle 2.30.

- Le donne non le capirò mai. E forse di questo sono contento:oggi mi sono sorpreso a ridere da solo in macchina, dopo un comportamento che non mi sarei mai aspettato da un esemplare della razza..

- Torino fa schifo, ma è un altro di quei tabù che ho che devo affrontare. Troppe volte la vita me l'ha messa davanti, troppe volte l'ho schivata. Ora ho un anno per batterla.

- Il cielo su Torino è orribile, non è quello che cantano i Subsonica. Quando me ne vado e torno a casa, il cielo è DAVVERO azzurro, e gli uccellini cinguettano sul serio. Fa più freddo, certo, ma semplicemente perchè non sono avvolto dallo smog che esce a temperatura motore dalle auto.
E comunque, il potersi stendere sull'erba con un gatto quando il sole è ad un'ora dal tramonto,è impagabile. Forse più delle scarpe che vendono in via Garibaldi.

- Sta cosa della casa a Torino mi fa immaginare me stesso su di una spiaggia all'alba, con una barchetta di fianco e la vela chiusa.
Il sole si riflette sul mio viso. Tira una fredda brezza e il mare è calmo.
Io sorrido.

- La mia macchina mi mancherà, soprattutto a Torino.

- La mia macchina non mi mancherà,soprattutto quando sarà ora di parcheggiare.

- Ho incredibilmente beccato due della municipale clementi: sono arrivato in ritardo di 15 minuti e loro erano già passati,ma io non avevo la multa. Miracolo.

- Quando lavorerò, tutto questo mi mancherà. Proprio come, quando ho finito il liceo, mi sono mancate tantissime cose. Quasi da piangere.

- I soldi non fanno la felicità: avevo 15 euro in banconote nel portafoglio,ma ugualmente non potevo parcheggiare oggi: a) non c'era parcheggio nemmeno a pagarlo, b) anche così, non potevo pagarlo, con le banconote.

- Se non credi in te stesso, scordati che qualcuno lo faccia per te.
Così ho letto.
Io aggiungerei: "Credici molto, perchè l'invidia delle persone a cui chiedi consiglio potrebbe allontanarti da quello che vuoi fare".
aggiungerei anche
"Ricordati di fare quello che TU vuoi fare. Non quello che gli altri farebbero se fossero al tuo posto."

Basta così, per ora: è tardi e domani mi devo alzare tardi!